Quando anche le macchine devono volare: il nuovo compressore elicotterabile di Romei Group

Prototipo di compressore elicotterabile Romei Group presentato a Geofluid 2026

Dai cantieri inaccessibili a Geofluid 2026: come un problema operativo ha portato allo sviluppo di un nuovo prototipo con Colli Equipment e TEWATT.

Come si porta un compressore dove non arrivano nemmeno strade e sentieri?

Ci sono cantieri in cui la prima sfida non è costruire un’opera, ma riuscire a portare sul posto le macchine e le attrezzature necessarie per realizzarla.

Succede soprattutto in montagna, lungo versanti scoscesi e in aree prive di collegamenti stradali. Luoghi in cui la realizzazione e la manutenzione degli elettrodotti richiedono soluzioni logistiche fuori dall’ordinario.

In queste condizioni, spesso l’unico modo per trasportare persone, materiali e attrezzature è ricorrere all’elicottero.

Ma cosa succede quando un macchinario è troppo pesante per essere trasportato intero?

Da questa difficoltà concreta nasce il nuovo compressore elicotterabile sviluppato su iniziativa di Romei Group, presentato a Geofluid 2026, la fiera internazionale dedicata alle tecnologie per perforazioni, fondazioni speciali e lavori nel sottosuolo, svoltasi a Piacenza dal 7 al 10 ottobre.

Un progetto che racconta l’approccio dell’azienda all’innovazione: partire dai problemi incontrati quotidianamente in cantiere e sviluppare attrezzature capaci di rendere il lavoro più semplice, rapido e sicuro.

Quando il cantiere è irraggiungibile, anche le macchine devono adattarsi

Romei Group opera da anni nella costruzione e manutenzione di elettrodotti, nelle fondazioni speciali e negli interventi di consolidamento in contesti caratterizzati da importanti difficoltà di accesso.

Per lavorare in queste condizioni, l’azienda ha sviluppato nel tempo una flotta di mezzi speciali elitrasportabili, frutto di progetti nati direttamente dall’esperienza sul campo.

Tra questi figurano miniescavatori, attrezzature di perforazione e sonde Marini MR20, progettate per rispondere alle specifiche esigenze operative dell’azienda.

Il problema da risolvere è innanzitutto logistico.

Per alcune operazioni di trasporto con elicottero, i singoli carichi devono rimanere entro un limite indicativo di circa 1.100 kg, variabile in funzione del mezzo e delle condizioni di volo.

Macchinari più pesanti devono quindi essere suddivisi in componenti, trasportati separatamente e rimontati sul posto.

Operazioni già impegnative in officina, che diventano ancora più complesse quando devono essere eseguite su un versante montano, in spazi limitati e con condizioni ambientali difficili.

È proprio qui che l’esperienza di Romei Group ha portato a sviluppare soluzioni diverse da quelle tradizionali.

Tre giorni di lavoro ridotti a 35 minuti: l’esperienza della MR20

Un esempio significativo è rappresentato dalla sonda di perforazione Marini MR20, sviluppata per le particolari esigenze dei cantieri Romei.

Secondo l’esperienza riportata dall’azienda, lo smontaggio e il successivo rimontaggio di una sonda tradizionale potevano richiedere circa tre giornate di lavoro con tre meccanici.

Con la configurazione studiata per la MR20, le operazioni possono invece essere completate in circa 35 minuti.

Un risultato reso possibile da una progettazione che tiene conto fin dall’inizio del trasporto aereo e delle modalità di montaggio e smontaggio in cantiere.

Anche l’elicottero diventa parte delle operazioni di movimentazione e assemblaggio, evitando di dover ricorrere necessariamente a ulteriori mezzi di sollevamento per gestire i componenti trasportati.

La differenza non riguarda soltanto il tempo risparmiato.

Significa ridurre le operazioni manuali più complesse, limitare la permanenza degli operatori in condizioni difficili e organizzare gli interventi con maggiore efficienza.

È da questa stessa filosofia progettuale che nasce l’idea di ripensare il compressore.

Il problema del compressore: troppo pesante, troppo complicato da smontare

Nelle perforazioni speciali, il compressore fornisce l’aria necessaria al funzionamento di determinate attrezzature e tecniche di lavoro.

Per Romei Group, però, i compressori tradizionali presentavano una difficoltà specifica: il peso elevato rendeva necessario smontarli prima del trasporto in elicottero.

Un’operazione tutt’altro che semplice.

Per smontare un compressore tradizionale può essere necessaria almeno una giornata di lavoro, a cui si aggiunge un’altra giornata per rimontarlo una volta arrivati in cantiere.

A questo si sommano le difficoltà di movimentazione dei singoli componenti, la necessità di mezzi di supporto e le complessità legate al riassemblaggio in un ambiente spesso poco accessibile.

L’azienda aveva valutato anche soluzioni alternative, tra cui l’utilizzo di più compressori collegati in linea, senza ottenere risultati soddisfacenti.

Da qui la domanda che ha dato origine al nuovo progetto:

E se, anziché continuare a smontare il compressore, fosse possibile renderlo abbastanza leggero da trasportarlo intero?

Dall’intuizione di Romei alla collaborazione con Colli Equipment e TEWATT

L’idea è nata dall’esperienza diretta di Roberto Romei e si è sviluppata attraverso il confronto con partner industriali.

Romei Group ha coinvolto Fabio Colli di Colli Equipment, fornitore storico dell’azienda, che ha contribuito a perfezionare il progetto e a definirne le caratteristiche.

La realizzazione del prototipo è stata affidata a TEWATT, produttore di compressori e attrezzature industriali.

Il punto di partenza era una macchina già disponibile sul mercato, da ripensare per adattarla alle esigenze dei cantieri inaccessibili.

Gli interventi hanno riguardato soprattutto:

  • L’alleggerimento della struttura, attraverso l’utilizzo di telai in alluminio.
  • La motorizzazione, con una soluzione più leggera e più potente secondo le specifiche di progetto.
  • La semplificazione delle operazioni di smontaggio e rimontaggio, per rendere più agevoli le attività di movimentazione e manutenzione.

Il risultato è una configurazione dedicata del TEWATT TWT375D-12F, presentata a Geofluid 2026.

Non si tratta quindi soltanto di ridurre il peso di una macchina, ma di ripensarne le caratteristiche in funzione di un utilizzo operativo molto specifico.

Da 1.600 a 1.050 kg: 550 kg in meno

Il risultato più immediatamente misurabile del progetto è la riduzione della massa complessiva.

Partendo da un compressore di riferimento da circa 1.600 kg, la nuova configurazione arriva a 1.050 kg.

Sono 550 kg in meno, equivalenti a una riduzione di circa il 34%.

Un risultato particolarmente importante per i cantieri raggiungibili soltanto per via aerea.

Con una massa di 1.050 kg, il nuovo compressore è stato progettato per poter essere trasportato in un’unica rotazione di elicottero, quando le condizioni operative e la capacità di carico del mezzo lo consentono.

Questo permette di evitare le lunghe operazioni di smontaggio e rimontaggio che caratterizzano i compressori più pesanti.

Il vantaggio potenziale non riguarda soltanto il trasporto: meno operazioni preparatorie significano anche meno tempo necessario per predisporre il cantiere e una gestione più efficiente delle risorse.

Il prototipo è stato presentato a Geofluid 2026 e si trova ancora a Piacenza, in attesa del ritiro da parte di Romei Group. Le prime prove operative sul campo rappresenteranno quindi un passaggio successivo del progetto.

Innovazione, efficienza e sicurezza: tre obiettivi dello stesso progetto

La riduzione del peso è il risultato più evidente, ma non esaurisce il valore dell’iniziativa.

Per Romei Group, progettare macchine più facilmente trasportabili e assemblabili significa affrontare contemporaneamente tre esigenze: ridurre i tempi di lavoro, semplificare le operazioni e migliorare le condizioni di sicurezza.

Nei cantieri più difficili, infatti, ogni operazione aggiuntiva comporta attività di movimentazione, coordinamento e lavoro manuale in ambienti complessi.

Limitare questi passaggi permette di ridurre alcune delle criticità operative, fermo restando il rispetto delle procedure di sicurezza e delle verifiche necessarie per ogni intervento.

È un principio che guida lo sviluppo non soltanto del nuovo compressore, ma anche di altre attrezzature realizzate negli anni per rispondere alle esigenze specifiche dei cantieri Romei.

E ha anche una ricaduta economica: se una macchina richiede meno tempo e meno risorse per essere predisposta al lavoro, il maggiore investimento iniziale può essere compensato dai risparmi operativi nel corso del suo utilizzo.

Dai cantieri più difficili nascono nuove soluzioni

Il nuovo compressore elicotterabile presentato a Geofluid 2026 è il risultato di un percorso che parte molto lontano dalla fiera: dai cantieri di montagna, dalle difficoltà incontrate dagli operatori e dalla ricerca continua di soluzioni più efficaci.

Un percorso che ha unito l’esperienza operativa di Romei Group alle competenze industriali di Colli Equipment e TEWATT.

La prossima fase sarà portare il prototipo nei cantieri per verificarne concretamente i vantaggi.

Perché, quando le condizioni di lavoro impongono limiti apparentemente insuperabili, la risposta non è necessariamente rinunciare all’intervento: a volte significa ripensare gli strumenti con cui realizzarlo.

Come ricorda un principio che riassume bene la filosofia di Roberto Romei:

«L’esigenza aguzza l’ingegno».